Truffa WhatsApp del codice a 6 cifre: come riconoscerla

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Nelle ultime settimane una truffa si sta diffondendo a macchia d’olio a danno degli utenti che usano WhatsApp. Un gruppo di hacker non identificato, sfruttando il servizio di messaggistica istantanea, è riuscito a prendere il controllo di centinaia di profili privati, rubando l’identità dei malcapitati che sono caduti nell’inganno.

Truffa WhatsApp del codice a 6 cifre: come funziona

La truffa WhatsApp del codice a 6 cifre, stando alle segnalazioni arrivate negli ultimi giorni, sfrutta il meccanismo di messaggistica istantanea dell’applicazione. Gli hacker, nello specifico, spacciandosi per un contatto conosciuto (dopo averne rubato l’identità) inviano alla persona che intendono truffare un messaggio.

Di fatto contattano con il numero di un contatto già salvato in rubrica (e utilizzando lo stesso nome e la stessa immagine del profilo) inviano un messaggio dove spiegano che, a causa di un problema, il loro account WhatsApp è stato bloccato e, per questo motivo, hanno bisogno di un aiuto per sbloccarlo. A questo punto chiedono un codice a 6 cifre che arriva davvero tramite sms. Ed è qui che ha inizio la truffa vera e propria.

Una volta fornita la sequenza esatta, le sei cifre permetteranno ai truffatori di prendere il controllo del dispositivo, bloccare il profilo WhatsApp e usare lo stesso poi a proprio piacimento, continuando in questo modo ad ingannare altra gente.

Come difendersi

Il miglior modo per evitare di incappare in truffe del genere rimane, senza ombra di dubbio, la diffidenza e la costante informazione. Quando si ricevono strani messaggi che invitano a cliccare su link specifici o a fornire dati (che siano personali o random come il codice in questione) è sempre meglio non fidarsi. Potrebbe essere infatti un tentativo di pishing, o l’ultima truffa studiata a regola d’arte per raggirare gli utenti.

Nel dubbio, quindi, sempre meglio accertarsi, verificare su internet o chiedere al proprio gestore se si tratta di un’iniziativa effettivamente in atto. Sulle truffe (online ma non solo) finalizzate a rubare i dati sensibili delle persone, infatti, la Polizia Postale continua oggi a mettere in guardia, stilando sempre vademecum aggiornati e precisi sulle più diffuse e su come fare a riconoscerle e, di conseguenza, difendersi.

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